vulcano Sinabung

Migliaia di persone continuano a fuggire oggi dopo che il vulcano Sinabung, sull’isola indonesiana di Sumatra, che si è risvegliato ieri dopo 400 anni di inattività, ha registrato una nuova eruzione. Lo hanno indicato alcuni responsabili.

Un nuovo evento va ad aggiungersi alla lunga lista di catastrofi naturali che sta colpendo il nostro Pianeta negli ultimi anni.

Questa volta la triste “sorpresa” viene dal Sinabung, un vulcano dell’isola indonesiana di Sumatra, che, dopo ben 4 secoli di dormienza, si è risvegliato nel peggiore dei modi: eruttando ceneri e lapilli infuocati a più di 1500 metri di altezza, seminando panico e distruzione, mettendo in fuga circa 12.000 persone , tra i quali 2 morti.

Il numero delle persone accolte nei rifugi è salito da 3 mila a 21 mila dopo che le autorità hanno allestito dei ripari per accogliere gli abitanti dei villaggi in fuga dopo l’eruzione, ha detto uno dei responsabili dei servizi di sicurezza, Andes Mbaga.

“Il vulcano ha iniziato ad eruttare alle 6.30 ora locale”, le 1.30, ora italiana; “il fumo e la cenere sono saliti ad almeno 2 mila metri”, ha detto da parte sua il vulcanologo Agus Budianto.

Il gigante della cosiddetta “Cintura di Fuoco” del Pacifico, area dalla forte attività vulcanica, sta ora continuando ad eruttare lava e lapilli dalla sua altezza di 2460 metri e a distruggere migliaia di ettari di campi e foreste. Un vero inferno!

Il capo del centro vulcanologo indonesiano, Surono, è sgomento e disorientato:

“Non abbiamo idea di come evolverà la situazione nè di quando finirà. Il vulcano non erutta dal 1600 e non abbiamo dati su cui lavorare”.

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